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Strada del vino TERRE D'OCCIDENTE

 

Antichi estimatori e solide tradizioni hanno fatto del nome Marsala un simbolo della Sicilia conosciuto nel mondo intero. Terra calcarea, soleggiata, arida ma mitigata dalle brezze marine, qui fin dall'epoca romana, le uve davano un vino dalle rare qualità d'invecchiamento." ( ... )

  1. Itinerario Storia e Arte

    Antico e moderno si rincorrono lungo le vie del centro. Botteghe e negozi mettono insieme colori e sapori di ieri e di oggi. Storia, cultura e tradizioni accompagnano il visitatore lungo la passeggiata, alla scoperta di sensazioni nuove. Porta Garibaldi rievoca lo sbarco dei Mille; Palazzo VII Aprile tramanda memorie risorgimentali; il Santuario dell’Addolorata (ex Madonna del tuono) e la Cattedrale (dedicata a San Tommaso di Canterbury) documentano momenti di fede di un percorso religioso che fa tappa in altre chiese e santuari della città. Gli Arazzi fiamminghi del ‘500, nel piccolo museo della cattedrale, raffigurano scene della guerra romano-giudaica. Altri documenti storici nel Complesso San Pietro, al di là di piazza Loggia, nel cuore della giudecca, l’antico quartiere ebraico. Nel vecchio monastero benedettino rivivono l’epopea garibaldina, il Risorgimento, le tradizioni popolari. Il convento del Carmine, oggi sede della pinacoteca comunale, conserva l’atmosfera mistica d’un tempo. L’omonima piazza e le stradine limitrofe danno altre sensazioni che continuano lungo il Cassero (via XI Maggio) - da Porta Nuova a Porta Mazara, in piazza Matteotti - con tante proposte per lo shopping, le degustazioni di prodotti tipici e le soste per piacevoli momenti di relax.

    Fuori dalle porte
    L’itinerario prosegue lungo la via Roma e le stradine laterali fino a Piazza Caprera, punto di accesso in città per chi giunge da Mazara. La Fontana del Vino, del maestro Salvatore Fiume, simboleggia con l’asino e la baccante la generosità di una terra vocata all’agricoltura. Una sosta nella piazza – capolinea per i bus che arrivano e partono per Palermo - dà il senso di quanto sia grande in questa città il culto per il vino e le attività connesse. Alcune di queste si svolgono nelle Aziende dell’immediata periferia, a due passi dalla Stazione ferroviaria e dalla via Francesco Crispi che immette sul lungomare, a metà strada tra il porto commerciale e quello turistico. Sul Corso Calatafimi la Chiesetta di San Francesco Di Paola custodisce alcuni affreschi con immagini del Santo che alla fine del ‘600, per i miracoli operati, fu eletto a compatrono della città. Anche qui un legame con il vino: nel ‘700 John Woodhouse adibì a bottaia tre magazzini inutilizzati del vecchio convento e vi impiantò un alambicco per produrre acquavite. Piazza Caprera, crocevia di altri itinerari, si lascia dietro i ritmi della città e immette da via Mazara e da via Salemi nel vasto agro marsalese, tra bagli e feudi che si perdono a vista d’occhio. Dal lungomare, costeggiando Aziende e stabilimenti vinicoli vecchi e nuovi, si arriva ai lidi, oltre i quali si segna il confine tra i Comuni di Marsala e Petrosino.....

     
  2. Itinerario La via del sale

    L'itinerario è delimitato da due capisaldi dell’archeologia marsalese, l'area di capo Boeo e l’isola di Mozia; passa dalle botteghe artigianali dei maestri bottai, eredi di un'antica tradizione, ed immette nel paesaggio incantevole della laguna dello Stagnone. Lungo la strada, allontanandosi dal mare, alcune testimonianze dell’antica Lilybeo, non tutte visitabili: la Tomba di Crispia Salvia (via Massimo D’Azeglio), l’Aiuola archeologica (via Francesco Struppa), la Necropoli monumentale (via Del Fante).

    Nella zona di Sappusi compare Punta d’Alga, una lingua di terra che penetra nello Stagnone creando un piccolo porto naturale. Più in là Via Grotta del Toro, con una "galleria sotterranea" che, secondo la tradizione, consentirebbe addirittura di raggiungere la chiesa Madre. Poco più avanti comincia la “via del sale”, con il Canalone che accompagna lungo la litoranea fino alle saline. Le prime non danno ancora l’idea di quello che la natura riserva in quest'angolo di Sicilia....

     
  3. Itinerario Lungo il Mare

    Il porto di Marsala, dove sbarcarono Garibaldi e i Mille, è il punto di partenza di questo itinerario che ci porta fino ai lidi. Ma questo tratto del versante sud della città, percorso battutissimo in estate, è anche il luogo in cui si insediarono gli Inglesi che scoprirono e valorizzarono il vino marsala. Whitaker, Woodhouse, Ingham approdarono proprio da queste parti e, sempre da qui, imbarcarono le botti con il nostro nobile doc. Gli stabilimenti enologici di oggi, sono i bagli di un tempo: qualcuno è rimasto come una volta, qualche altro è stato ristrutturato.
    Da qualche anno, un porticciolo turistico è in piena attività e consente ai dipartisti di raggiungere facilmente Marsala e trovare lì diversi servizi: non ultimo la possibilità di affittare – gratuitamente - le biciclette per fare un salto in centro. Superato lo sconcio ambientale della barriera frangiflutti, il litorale divide nettamente campagna e mare fino al lido “Mediteraneo”.
    Da qui, inizia il tratto di mare con le spiagge degli altri punti balneari: lidi Delfino e Signorino……

     
  4. Itinerario Verso Mazara

    Città, contrade, perriere

    Chi vuole scoprire le contrade marsalesi con le loro peculiarità, per aggiungere altre sensazioni a quelle suscitate dal centro storico, dal mare, dalle saline, dai bagli, dai feudi, può avventurarsi in questo itinerario che si lascia dietro i ritmi della città ed incrocia, lungo la statale per Mazara del Vallo, nuclei abitativi con storia, cultura e tradizioni che si tramandano da padre in figlio. Dieci chilometri di percorso lineare, fino a Strasatti, quindi la diramazione per Santo Padre delle Perriere, con un paesaggio che cambia totalmente fisionomia nell'impatto con le "sciare", le cave di tufo, la vegetazione bassa dei terreni aridi e rocciosi.

    Il viaggio parte da piazza Caprera. Via Lipari, con le sue testimonianze della storia del vino marsala, è il raccordo per l'itinerario sulla via del mare. Più avanti la Villa araba, costruita in stile coloniale agli inizi del XX secolo, poi le prime contrade, in successione, l'una dopo l'altra. Case semplici, quasi tutte uguali, colori tenui che delimitano la strada fino al ponte sul Sossio. Il fiume, piccolo, tortuoso, da anni non scende più a valle. La siccità, il sole bruciante, hanno lasciato solo l'alveo che arriva fino al mare scomparendo tra le dune di sabbia. Il ponte idealmente segna il confine tra la città e la campagna. Da qui una chiesetta orienta verso i lidi; dall'altra parte ci si immette nell'entroterra per gustare più a fondo la civiltà rurale contadina, tra nuclei abitativi sparsi, "chiani", abitazioni rurali con tetti di tegole, orticelli e giardini. Altri due svincoli portano da un lato al mare, dall'altro alle campagne: Terrenove e Cuore di Gesù, un insieme di storia e tradizioni, sagre e feste popolari tra fede e folclore. Quella in onore di Maria Santissima Bambina (8 settembre) suggella da queste parti l'inizio della vendemmia, un tempo rito sacro.


     
  5. Itinerario Verso Salemi

    Tra le perriere e baglio Biesina
    Vi ha incantato il paesaggio delle "sciare"? Volete cogliere altre sensazioni in quest'angolo di Sicilia? Volete capire meglio il linguaggio della natura? Potete per questo percorrere la strada di collegamento tra due itinerari, quello appena lasciato e quello "dei feudi". Naturalmente rilassati e senza fretta. Da visitatori che vogliono vivere intensamente il rapporto con i richiami del territorio.

    Sulla strada tra le contrade Santo Padre e Ciavolo ricompaiono i vigneti, le serre con fragole e fiori, i giardini delimitati da muri di pietra, le aree a verde attrezzato. Il paesaggio è quasi uniforme per un lungo tratto, prima che lo sguardo scivoli su una vallata: una lunga discesa, fazzoletti di terra geometricamente squadrati, il contrasto di tanti colori, sullo sfondo monte Erice, le colline, le montagne di Salemi. Quadretti tipici di Sicilia: le stradine interpoderali, gli ulivi ai margini, i campi di grano, i casolari sparsi. Più in là un paio di torri, entrambe d'avvistamento. Poi i bagli, tanti, testimoni del tempo che scorre, succubi dell'incuria. E' forte il loro messaggio: abbandonati, invocano aiuto, prima che sia troppo tardi! Baglio Biesina s'impone maestoso. Sulla collina, in mezzo agli alberi, domina un viale di palme. E' attivo questo baglio: i contadini lavorano nei vigneti, c'è il custode, ci sono gli animali domestici. All'interno rivivono, in un museo, i cicli della vendemmia, della pastorizia, della mietitura del grano. Se si vuole visitarlo bisogna contattare per tempo i proprietari. Più in là la strada statale 188: da un lato Marsala, dall'altro Salemi.

    Il Santuario nella cava

 

Fonte: Strada del vino Terre d'Occidente Via XI Maggio n.1232 -A Tel e Fax 0923 715833 stradavinomarsala@libero.it  www.stradavinomarsala.it 
 

 

   
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