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STRADA DEL VINO TREMONTI E VALLE PELIGNA

Partenza da Pescara, lungo l'asse attrezzato e poi la Tiburtina fino ad Alanno-Scafa con deviazioni per Bolognano e Tocco da Casauria. Tornati sulla Tiburtina, fino all'altezza del bivio per Bussi-L'Aquila:
A destra si va verso Capestrano,l'Altopiano di Navelli e quindi Ofena;
Dritto si entra a Popoli e nella Valle Peligna; a destra per Corfinio, Vittorito, Raiano fino a Prezza.
La Strada del vino Tremonti e Valle Peligna, dopo aver attraversato la provincia di Pescara, conduce, attraverso le gole di Tremonti, alla Valle Peligna. E' qui che, in tempi remoti, comincia la storia del vino abruzzese, mentre bisogna aspettare la metà dell' 800 perchè la coltivazione della vite si sviluppi lungo la vallata del Pescara. Lungo il percorso si incontrano coltivazioni di Montepulciano (un tempo chiamato Torre de' Passeri) e di Moscato bianco e vitigni a bacca bianca quali Bombino, Trebbiano toscano e Malvasia. Più all'interno le principali zone di produzione, soprattutto di Montepulciano, sono quelle di Vittorito e di Ofena.
Pescara è il capoluogo di più recente istituzione della regione essendo stata costituita nel 1927, dell'epoca fascista conserva gli edifici a mattoni rossi che sono sede del Governo cittadino. Per alcuni la sua storia risalirebbe al 1500 a. C.
E' certo tuttavia che al tempo di Roma era già esistente quel porto che, con Ortona e Vasto, era punto di riferimento per i traffici commerciali con i Balcani.
Oggi il territorio della città rappresenta il centro economico e mondano dell'Abruzzo, grazie alla presenza di centri commerciali, boutiques, locali notturni e stabilimenti balneari animatissimi.
Della parte vecchia rimangono, a ridosso della sponda sud del fiume Pescara, un dedalo di viuzze tra piazza Unione e piazza Garibaldi, con eleganti osterie e botteghe artigiane. In corso Manthonè nacquero il poeta Gabriele D'Annunzio (la sua casa ospita la Fondazione D'Annunzio) e il vivace scrittore Ennio Flaiano.
In via delle Caserme, nell'edificio settecentesco che ospitò il temutissimo "bagno penale" dove venivano rinchiusi i detenuti politici del Risorgimento, oggi ha sede il prestigioso Museo delle Genti d'Abruzzo: corredi pastorali, tholos (abitazioni tipiche dei pastori), manufatti scolpiti nel legno e nella pietra, e oggetti sacri raccontano la storia millenaria del popolo locale. In un paio di minuti si raggiunge a piedi il Museo "Basilio Cascella" in via Marconi per ammirare undici stanze piene di tele, litografie, sculture e ceramiche appartenenti all'intera dinastia Cascella.
Adiacente a piazza Garibaldi c'è la Cattedrale di S. Cetteo,Patrono della città, sullo stesso sito dove sorgeva l'antica Chiesa di S. Gerusalemme, i cui resti sono visibili dal pavimento in vetro sul lato opposto della strada. Sulla collina di Pescara, invece, si erge la Basilica della Madonna dei Sette Dolori, eretta nel 1757 in stile neoclassico. In questo quartiere si celebra l'omonima festa nella prima settimana di giugno.
Altre manifestazioni di rilievo sono: la festa di S. Andrea, organizzata dalla marineria pescarese l'ultima domenica di luglio con processione in mare e grande festa notturna nei pressi del porto canale (qui è visitabile il Museo Ittico) e il Palio dei Gonfaloni su imbarcazioni a remi nel quale si confrontano tutte le marinerie abruzzesi.
Questa è l'occasione per visitare anche il nuovo ed affascinante Porto Turistico, un gioiello che ospita numerosemanifestazioni nel corso dell'anno.
Da Pescara, proprio nei pressi del palazzo comunale, si imbocca l'asse-attrezzato (strada a scorrimento veloce) in direzione Popoli-Roma, percorrendolo interamente fino a quando si inserisce sulla Tiburtina Valeria all'altezza della frazione Brecciarola. Di qui in una quindicina di chilometri si giunge a Scafa, per poi incontrare il bivio per Bolognano.

Da Bolognano a Salle
Bolognano è un borgo d’ origine medioevale a 276 metri s.l.m., per molti anni sotto l’Abbazia di S. Clemente a Casauria (dell'epoca conserva la Chiesa di S. Maria Entroterra).
Nei pressi sono la Grotta Oscura e quella dei Piccioni, dove recenti scavi hanno portato alla luce interessanti reperti preistorici. Vicino c'è l'attuale Salle, luogo unico in Italia per la produzione di corde armoniche e materiale per suture chirurgiche. Poco distante sono visibili le rovine della parte vecchia dopo i terremoti e smottamenti di inizio secolo. E' possibile visitare il Museo Civico.

Da Bolognano al bivio di Bussi sul Tirino
Da Bolognano si raggiunge in pochi minuti Tocco da Casauria che ha dato i natali a Francesco Filomusi Guelfi, noto ed insigne giurista, ed al pittore e fotografo Francesco Paolo Michetti, la cui opera è salita, negli ultimi anni, alle luci della ribalta tanto da essere senza dubbio il più grande pittore d'Abruzzo (la sua casa natale è visitabile). Domina il paese il Castello voluto da Federico II e la Chiesa della Madonna delle Grazie, di tarde forme rinascimentali ( 1603).Tocco è nota anche per la produzione della famosissima Centerbe, liquore ricavato dalla distillazione di numerose erbe, e di squisito olio di oliva: "vino che è un'ambrosia, olio che è una dolcezza; le son cose che bisogna andare a Tocco per gustarle", così Antonio Stoppani ( 1824-1891 ), uomo di lettere e cronista gastronomico, descriveva le peculiarità di questa zona in "Il Bel Paese", viaggio lungo tutta la penisola.
Una volta tornati sulla Tiburtina Valeria si prosegue ancora verso ovest attraversando la riserva naturale di Monte Rotondo in prossimità delle famose gole di Tremonti, dove il vento acquista forza improvvisa verso il mare. Al bivio per Bussi sul Tirino e L'Aquila la strada del vino si biforca: a destra si percorre la SS. 153 per L’Aquila appunto, mentre proseguendo dritto sulla Tiburtna Valeria si giunge a Popoli e poi nella Valle Peligna.

Dal bivio di Bussi ad Ofena
Sulla SS. 153 che porta a L'Aquila, dopo quasi 10 Km, si trova a destra il bivio per Ofena. Poco prima del centro è situato il barocco Convento di S.Giovanni che conserva un'interessantissima Bibbia miniata con postille autografe del Santo. L’antica Ofinium si presenta con il classico impianto medioevale, con Mura, Porte e Palazzo Baronale dominante.
Poco distante nei pressi di un torrente sorge la Chiesetta di S.Francesco dal Portale romanico preceduto da un'elegante Loggetta rinascimentale e la Chiesetta di S. Pietro (detta anche delle Grotte per l'esistenza di sotterranei) che, benché in rovina, regala al turista un'indimenticabile scorcio di architettura romanica. Questa zona è anche detta "il forno d'Abruzzo" poiché il microclima è influenzato dalla particolare composizione ed esposizione delle rocce che la circondano.

Dal bivio di Bussi a Prezza
L’altra parte della strada del vino prosegue in direzione Popoli per poi entrare nella Valle Peligna, questa cittadina quasi separa il sistema montuoso del Gran Sasso e quello della Majella e la sua posizione strategica le fece guadagnare il titolo di Chiave dei tre Abruzzi quando in epoca medievale fu nodo fondamentale per traffici provenienti dai monti verso il mare. Non a caso il più importante monumento della città è un pregevole esempio di architettura civile medievale, la Taverna Ducale, fatta costruire dal nobile Giovanni Cantelmo per raccogliervi e vendere le decine di raccolti. A sinistra del portone d'ingresso c'è ancora la lapide su cui erano incisi i dazi da pagare. Nel 1574 alla Vecchia Taverna se ne affiancò una seconda detta dell'Università. Graziose la centrale Chiesetta di S. Francesco e la SS. Trinità posta in cima alla settecentesca scalinata. Nella cittadina che diede i natali a Corradino d'Ascanio, l'inventore della mitica vespa, il 15 agosto si svolge una grande festa in occasione della secolare Sagra delle trote e dei gamberi di fiume, e l’avvincente Cronoscalata automobilistica delle svolte di Popoli. Da non dimenticare una visita alla Riserva Naturale delle Sorgenti del fiume Pescara dove si possono ammirare numerose specie di fauna acquatica.
Poco prima di giungere a Pratola Peligna si volta a destra in direzione Vittorito, percorsi 7 chilometri da Popoli in direzione Corfinio e Raiano lungo la SS. 5. Glorioso è il passato di Corfinio, che al visitatore appare oggi un tranquillo e raccolto centro della Valle Peligna. Vuole la leggenda popolare che in un superbo palazzo vivesse Ponzio Pilato, comunque è storia che nel 91 a. C. Corfinio fu eletta capitale del regno italico col nome di Italia (usato per la prima volta in senso politico). Grazie alla strategica posizione a congiunzione della zona del Fucino con la conca Peligna, nel medioevo fu florido gastaldo longobardo (dell'epoca resta l'impronta dell'abitato e qualche casa).
Interessante la Parrocchiale di S. Martino con Fonte Battesimale del '500. Da non perdere il Museo delle Antichità Corfiniesi.
Piena di fascino è la stradella che da Corfinio porta a Vittorito: superato un delizioso ponte sull'Aterno (il primo affluente del fiume Pescara) s'incontra, eretto sul punto in cui la gola di S. Venanzio maggiormente si restringe, il magnifico Eremo di S. Venanzio del XV secolo con una singolare loggetta sul fiume, sito su di uno sperone che Benedetto Croce (che in estate soggiornava da queste parti) definì una roccia tonda, giallastra, che sembra un gran blocco d'oro.
Il Castello Medievale di Vittorito, di cui sono visibili pochi e rovinati resti, doveva essere possente se il nome originario (quasi per nulla mutato) era quello di Vicus Turritus.
Sulla strada che conduce a Raiano incontriamo la stupenda Basilica Valvense o di S. Peligno: edificata per la prima volta nel V sec. d. C. fu ricostruita in forma romanica dal vescovo Gualtiero intorno al l120 in due edifici, la Cattedrale e l'Oratorio di S. Alessandro, ed è uno splendore all'esterno e all'interno.
Nei pressi è la piccola Secinaro, sita ad anfiteatro sul fiume Sirente a 848 metri, dove meritano una visita la Parrocchiale di S. Nicola di Bari e quella della Madonna della Consolazione.
Superata Raiano, la città delle ciliege, si arriva in poco più di 5 km a sud a Prezza, considerata un tempo vero e proprio presidio con vista su tutta la valle, situata com'è in perfetta posizione a 480 metri.

Testi liberamente tratti dalla Pubblicazione ARSSA: "Le strade del vino d'Abruzzo" a cura di G.Cavaliere

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