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STRADA DEL VINO CONTROGUERRA
Da Alba Adriatica per Colonnella e verso
Controguerra; poi a sud su Nereto e Torano Nuovo.
Questa Strada prende il nome dal vino che vi si produce, ossia il vino DOC
Controguerra; tale denominazione Istituita nel 1996, riunisce alcune
tipologie di vino prodotte nelle campagne dei comuni di Controguerra,
Torano Nuovo, Ancarano, Corropoli e Colonnella. Pur nella unità di
caratteristiche pedo-climatiche, nella valle del fiume Vibrata possiamo
accennare alla presenza di alcune microaree, in cui la diversa
composizione del terreno, più o meno ricco di calcare, influenza in
maniera significativa le caratteristiche organolettiche dei vini.
Oltre ai vitigni Montepulciano e Trebbiano d'Abruzzo, i cui vini
continuano naturalmente a ricadere nella disciplina delle rispettive DOC,
vi si coltivano prevalentemente Cabernet Sauvignon e Chardonnay, poi
Merlot,Verdicchio e l'eccellente vitigno autoctono Passerina.
La forma di allevamento più diffusa è quella a filare, anche se il tendone
prevale negli impianti meno recenti. Nella provincia di Teramo
l'estensione delle singole proprietà terriere, più ampia rispetto a quella
delle altre provincie, ha favorito la nascita di numerose cantine private
di dimensioni medio grandi, contrariamente alle aree con prevalenza della
piccola proprietà diretto-coltivatrice che, a cavallo degli anni 60/70, ha
determinato la costituzione di oltre 40 cantine sociali.Il punto di
partenza della strada del vino di Controguerra è Alba Adriatica, moderna
località balneare, ricca di attrezzature alberghiere e d’intrattenimento.
La sua ampia spiaggia si estende fino a Martinsicuro che deve il suo nome
al sovrintendente ai lavori di edificazione dell'antico Torrione (1457)
Martino de Segura.
Da allora il Torrione costituisce l'unica testimonianza di un florido
passato iniziato addirittura in epoca pre-romana. La fondazione della
cittadina risalirebbe infatti all'antichissimo Castrum Truentinum, centro
liburno fortificato alla foce del Tronto e collegato a Roma con la via
Consolare Salaria. Ma se Castrum Truentinum altro non era che la
fortificazione eretta sulla costa a difesa di un florido nucleo cittadino,
il centro di questa vasta area urbanizzata dai Liburni va trovato ad
appena 7 km all'interno: su un bel colle, ma con ampia zona collinare
disegnata da vigneti ed uliveti, si trova Colonnella, città del vino. Al
centro storico si accede attraverso una caratteristica scalinata simbolo
della città, e da essa immediatamente si raggiunge la ," Torre
dell'Orologio, edificata nel XIV sec. ed attinente alla ormai i scomparsa
Chiesa di S. Leopoldo. Da visitare la Chiesa parrocchiale di Santa
Giustina (XVII sec.) il Palazzo Marzii del XVI sec. e lo stupendo Palazzo
Pardi, del XVIII sec., recentemente restaurato. Lasciata Colonnella si
prosegue verso ovest per Controguerra apprezzando la splendida vista
offerta dal percorso fra Tronto e Vibrata. Situata a 267 m. s.l.m.,
Controguerra, Città del Vino, conobbe il suo massimo splendore in epoca
medievale. Ne è testimonianza l'antico Torrione eretto nel 1279 unitamente
allo scomparso Palazzo Ducale. Fu luogo di residenza dei Manno, dei Serra
e degli Acquaviva di Atri, che dal 1393 al 1760 dominarono l'intera
provincia. Una visita nella Chiesetta di S. Francesco consentirà di
ammirare una Statua Lignea di S. Antonio da Padova, mentre quella in
alcune botteghe artigiane aprirà ai segreti della lavorazione di originali
coltelli realizzati a mano. Per chi invece vuole scoprire oggetti e
strumenti della vita contadina prima dell'awento dell'era tecnologica e
della meccanizzazione è d'obbligo una visita al Museo della Civiltà
Contadina, presso la frazione di S. Giuseppe Lavoratore (0861/856630).
Superata Controguerra chiare indicazioni portano verso sud in direzione
Nereto, distante una decina di chilometri.
Da Nereto a Torano Nuovo
La leggenda narra che quando Annibale giunse a Nereto vi trovò tanto buon
vino da ristorare tutte le sue truppe e lavare i suoi cavalli per mondarli
delle malattie contratte nelle paludi del Trasimeno.
La cittadina conserva pregevoli testimonianze artistiche di un passato
florido che l'ha vista compresa nel Ducato di Spoleto e, successivamente,
nel Regno delle due Sicilie, Stato della Chiesa e Regno di Napoli.
Ammiratissima la Statua di terracotta del 1400 conservata nella Chiesa
Madre raffigurante la Madonna della Consolazione che, secondo la leggenda,
mise in fuga i soldati francesi che si apprestavano a saccheggiare il
paese.
Da allora il 22 dicembre, sul far della sera, la campana maggiore suona
per due ore consecutive per ricordare il fatto.
Da non perdere la Chiesa di S. Martino costruita dai Benedettini nel XII
sec. Si fa ammirare per la sua forgia e per la sua funzionalità anche la
grande Fontana ottocentesca situata nel cuore del centro abitato. Il
ritrovamento nel 1986 del fondo di una capanna di origine neolitica in
Contrada Crocetta ha confermato la tesi di un ingente stanziamento umano
in zona intorno al VI-VII millennio a.C.
Ma Nereto è balzata negli anni scorsi agli onori della cronaca economica
come grande centro di produzione di capi di abbigliamento, anche per conto
delle grandi firme della moda, ed è quindi meta dei "pellegrini dello
shopping" nei diversi spacci aziendali.
Percorsi circa 7 km dall'abitato di Nereto in direzione ovest si arriva a
Torano Nuovo.
Le origini di questa cittadina sono molto antiche, tanto che lo stesso
nome deriverebbe dalla divinità etrusca Turan. Durante la Guerra del gesso
di Carlo VIII fu totalmente rasa al suolo (1494) e poi ricostruita dai
superstiti. L'antichissima Chiesa di S. Massimo a Varano (X-XI sec.) in
località omonima, risulta elencata dal 1066 tra i beni soggetti alla
giurisdizione di Montecassino.
Adiacente alla Villa dei Baroni Cornacchia, la Chiesa di San Martino
conserva affreschi del XV secolo e lo Stemma gentilizio della nobile
famiglia del 1577.
Dal 12 al 17 agosto a Torano Nuovo è frequentatissima la Sagra del vino,
della salsiccia e del formaggio pecorino, con la Mostra provinciale dei
vini a D.O.C..
Testi liberamente tratti dalla Pubblicazione
ARSSA: "Le strade del vino d'Abruzzo" a cura di G.Cavaliere
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