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STRADA DEL VINO COLLINE TEATINE
Da Francavilla al Mare (Contrada Pretaro) lungo
la fondo valle Alento con deviazione Ripa Teatina: a sinistra per la Val
di Foro e Vacri fino a ricongiungersi con l'altra parte del percorso.
A destra fino a Chieti, si ridiscende e si segue la SS. 81 per S. Martino
sulla Marrucina e Guardiagrele, poi si torna in direzione est verso
Orsogna, Caldari e Ortona.
Da Pescara si entra a Francavilla al Mare, senza accorgersene, per
intraprendere un percorso che dal mare giunge fìno alla Majella e poi
torna verso il mare. E' il percorso ideale per chi ama la delle
coltivazioni viticole (la provincia di Chieti è da anni tra i primi posti
per quantità prodotte) con la possibilità di fare escursioni in montagna e
visitare paesini dalle importanti tradizioni agroalimentari e
folkloristiche.
Delle origini di Francavilla si sa che sorse come Castello cinto da sette
torri e che fu insignita del grado di città intorno al 1700.
Francavilla è diventata, negli anni, luogo di villeggiatura ambito (il
primo stabilimento per bagni pare sia sorto nel 1873) perché in grado di
offrire al turista locali e programmi estivi davvero interessanti. La vita
estiva si svolge prevalentemente a ridosso dell'ampia spiaggia,
soprattutto nelle zone Asterope e Sirena, mentre al centro della parte
alta è situato il Convento Michetti, che l'artista Francesco Paolo
Michetti trasformò nel l883 in Cenacolo di studi tra i più significativi
della regione. Questo ispirò la genialità di Gabriele D'Annunzio che qui
venne a comporre "Il Piacere" e "’L’innocente".
Recentemente è stato inaugurato il Mumi, Museo dedicato al pittore
francavillese Francesco Paolo Michetti in palazzo S. Domenico, già sede
del Municipio, dove è possibile ammirare Gli Storpi e Le Serpi, due tele
che furono Esposte a Parigi nel 1900.
Altra parte del museo è dedicata ad esposizioni temporanee. Poco distante
c'è la Chiesa in stile moderno di S. Maria Maggiore o di S. Franco, dal
nome del Patrono.
Francavilla al Mare offre diversi appuntamenti: la popolare festa di S.
Franco, che si conclude a mezzanotte del 18 agosto con i fuochi
d'artificio, che partono dal pontile sul mare di piazza Sirena.
Di rilievo è anche la sfilata del carri nei giorni del Carnevale. Un
appuntamento culturale è il Premio Nazionale di Pittura F. P. Michetti al
quale partecipano artisti e giurati di valore: all'esposizione del mese
di, agosto segue la premiazione tra agosto e settembre. Molto frequentata,
infine, è la Mostra del Fiore che si svolge nel fine settimana a cavallo
tra aprile e maggio, dove sono in esposizione anche prodotti
agroalimentari e dell'artigianato locale.
Francavilla al Mare è attraversata dal fiume Alento, e proprio la comoda
strada che lo costeggia porta fin sotto le pendici della, Majella, in
direzione ovest.
Percorsi pochi chilometri la Strada del Vino delle Colline Teatine si
divide: si può scegliere di salire verso Ripa Teatina, oppure verso Chieti
seguendo però la piccola deviazione per S. Salvatore per ricongiungersi
alla vecchia strada che collegava la città al litorale.
Capoluogo di una vasta provincia, dai suoi 330 metri sul livello del mare,
si possono vedere il mare e i massicci della Maiella e del Gran Sasso,
quest'ultimo a giusta distanza per apprezzare quei profili, che rendono
appropriata la definizione di 'Bella Addormentata'.
L’antico nome Teate, secondo alcuni deriverebbe da quello di Teti, madre
di Achille; secondo altri invece rievocherebbe l'idioma di origine italica
significante 'collina boscosa'. Comunque sia, intorno all’anno 1000 a. C.
qui vi stanziò il popolo dei Marsi, che prese il nome di Marrucini, e solo
nel 91 a. C. Roma le riconobbe la cittadinanza. Ebbe i momenti di massimo
splendore sotto l'imperatore Claudio e testimonianza ne sono i due
Tempietti gemelli (I secolo d. C.), il grandioso Teatro da cinquemila
posti e le Terme con le cisterne.
Da un lato del centrale corso Marrucino è situata la Villa comunale,
all'interno della quale il Palazzetto ottocentesco Frigerj è sede della
Sovraintendenza Archeologica ed ospita il Museo Archeologico d'Abruzzo, la
più importante raccolta archeologica della regione sulla civiltà romana e
italica, simboleggiato in Abruzzo dal famoso ed imponente Guerriero di
Capestrano del VI secolo a. C.: centinaia di reperti, a partire dalla
preistoria, rinvenuti nelle grotte delle montagne abruzzesi e nelle
necropoli del IX e IV secolo a. C., e una collezione di 15 mila monete dal
periodo preromano al secolo scorso. Dall'altro lato del corso, appena
superato l'ottocentesco teatro cittadino, si erge la Cattedrale di S.
Giustino, di origini antichissime, ma oggetto nei secoli di svariati
rifacimenti (da visitare è la suggestiva Cripta). Bella è la chiesa di S.
Francesco della Scarpa e, fuori dal centro cittadino, la trecentesca
Chiesetta ottagonale S. Maria del Tricalle.
La città ha dato il nome all'Ordine dei Teatini, fondato a Roma nel 1524
da S. Gaetano da Thiene e Gian Pietro Carafa di Napoli, vescovo di Chieti
e Papa con il nome di Paolo IV nel 1555.
A Chieti da non perdere è l'emozionante Processione nel giorno di Venerdì
Santo, ( durante la processione, la statua di Cristo giacente è preceduta
dagli strumenti della passione e seguita dalla statua dell'Addolorata), e
con il canto del Miserere di sole voci maschili accompagnato da cento
violini, entrambe di grande valore artistico.
Si esce da Chieti in direzione Guardiagrele e prima di arrivare
all'Ospedale S. Camillo de Lellis, sulla sinistra si trova Bucchianico.
Da Chieti a Vacri
L’altro ramo di questo percorso sale a Ripa Teatina, nota agli sportivi
per aver dato i natali al pugili Rocky Marciano e Rocky Mattioli ma anche
zona di particolare vocazione viticola: qui le buone quantità di uva
prodotte sono spesso conferite in cantine cooperative. Da vedere i due bei
Torrioni cilindrici, resti delle antiche mura di cinta del Castrum, e la
seicentesca Chiesa di S. Pietro che conserva una tela della Madonna del
Sudore e una Statua lignea del '500 della Madonna con Bambino.
Da Ripa Teatina si può scendere e procedere verso sud-ovest sulla SS. 263
detta anche Val di Foro, dal nome del fiume omonimo.
Siamo nel territorio di Villamagna, paese immerso tra i vigneti e situato
a 266 metri s.l.m.. Qui il l3 luglio si svolge la rievocazione della
cacciata dei saraceni da parte di S. Margherita sotto l'aspetto di una
trave in fiamme.
Poco distante c'è Vacri, superata la quale la Strada del Vino si riunisce
all'altezza di Fara Filiorum Petri.
Tra Chieti e Guardiagrele il paesaggio denso di vigneti offre il raro
fenomeno dei calanchi, suggestivi segni dell'erosione delle colline
abruzzesi (sono visibili anche nella zona di Atri) con caratteri di
guglie, merlature e ripidi canaloni di terra, inseriti tra vigneti e
frutteti.
Da Chieti o da Vacri a Guardiagrele
Al termine della strada fondo valle, proseguendo a sinistra per
Guardiagrele si incontra il bivio per S. Martino sulla Marrucina, piccolo
borgo medioevale di mille abitanti con splendida veduta sulla Macella, che
conserva nella Chiesa di S. Cristinziano una superba Croce processionale
tardo cinquecentesca opera di Pietro Paolo Gallucci da Guardiagrele.
Siamo entrati in una delle zone emergenti della regione per la coltura
della vite e dell'olivo, grazie al microclima creato dalla montagna e dal
mare.
A qualche chilometro si erge Guardiagrele: situata sul colle alle pendici
della montagna e sede del Parco Nazionale della Majella.
La sua esistenza risale ad epoca remotissima ( 101 d. C.). Vi si accede
dalla porta S. Giovanni, e dopo poche decine di metri a sinistra si apre
via Roma, sulla quale si affaccia la Chiesa di S. Maria Maggiore,
costruita in pietra della Majella. Vicina è la Chiesa trecentesca di S.
Francesco. Nelle pasticcerie del centro si possono gustare le specialità
del piccolo torrone e delle “sise delle monache”, una sorta di morbidi
bignè a tre punte, ma Guardia è famosa per la lavorazione artigianale di
oggetti in rame, ferro battuto, oro e bronzo, esposti nelle botteghe.
Qui fu molto praticata anche l'arte fusoria delle campane, della quale si
ricorda tale Luca, maestro nella metà del 1300.
Da Guardiagrele a Ortona e Villa Caldari
Dopo un paio di chilometri dal bivio per l'ingresso in Guardiagrele, si
lascia la SS. 81 per proseguire verso sinistra con la SS.583, che ,dopo 5
km, porta ad Orsogna, Città del Vino.
Più volte distrutta e ricostruita a causa dei terremoti ( 1881) e delle
guerre.
Delle sue antiche origini v'è testimonianza nel ritrovamento di antiche
monete romane di età imperiale, anche se il suo nome Ursunna, compare per
la prima volta in un documento del 1151.
Nella chiesa barocca di S. Nicola è conservata una bella Croce di Nicola
da Guardiagrele.
Ad Orsogna è nato lo scrittore Mario Pomilio. Nel periodo pasquale
(martedì dopo Pasqua, ma la festa si ripete in agosto) è d'obbligo la
presenza alla Festa dei Talami durante la quale giovani fanciulli,
trasportati su sette tavolati danno vita ad episodi tratti dalla Bibbia.
Ortona è ormai vicina, ma poco prima di arrivare si incontra la frazione
di Villa Caldari.
Ortona, che ospita l'Enoteca Regionale nel centralissimo Palazzo Corvo, è
situata su un promontorio a picco sul mare.
Già nei tempi antichi il suo porto era di cruciale importanza per i
traffici commerciali dei frentani prima, “Ortona navale Frentanorum” la
definì Strabone nel I secolo a. C., e degli Svevi poi, per diventare
infine sbarco privilegiato durante le guerre.
Nel 1943 qui era situato il fronte e la distruzione fu pressoché totale.
Rimangono i resti del Castello Aragonese fatto costruire da Alfonso
d'Aragona nel 1445 e la duecentesca Torre dei Baglioni, nonché la rigorosa
Cattedrale di S.Tommaso Apostolo ricostruita nel 1127, accanto alla quale
è allestito un Museo-Pinacoteca con pitture dal '300 al '600, frammenti
archeologici e oggetti di alto artigianato.Poco distante c'è Palazzo
Farnese fatto costruire nel 1584 da Margherita d'Austria ed oggi sede
della pinacoteca Cascella che ospita anche l30 opere dello scultore
Giuseppe Massari e una biblioteca storica con 25 mila volumi; nella piazza
antistante si erge il Monumento alle vittime della guerra di Tommaso
Cascella e il palazzo Mancini del XVI secolo. Altre Chiese di rilievo sono
quella barocca di Santa Maria di Costantinopoli, e quella della Santissima
Trinità. Il più illustre artista ortonese è senza dubbio il musicista
Francesco Paolo Tosti al quale è dedicato il Museo Musicale, di proprietà
dell'Istituto Nazionale Tostiano.
Di particolare interesse anche la Biblioteca comunale sorta nel 1908 con
la particolare "Biblioteca del mare".
La cittadina rivierasca offre al visitatore sia la bella passeggiata
Orientale sia le spiagge sabbiose del Lido dei Saraceni e Lido Riccio.
Testi liberamente tratti dalla Pubblicazione
ARSSA: "Le strade del vino d'Abruzzo" a cura di G.Cavaliere
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